In macchina, in cantiere, con le mani occupate: sempre più spesso la ricerca si fa parlando al telefono. «Ehi Siri, un idraulico aperto adesso qui vicino.» L’assistente non mostra una pagina con dieci risultati: ne legge uno o due, presi quasi sempre dalla scheda dell’attività sulle mappe. Se la tua scheda manca, è vuota o dice che sei chiuso, l’assistente nomina un altro.
Una domanda a voce, una risposta sola.
Ehi Siri, un idraulico aperto adesso qui vicino
Ho trovato questo, a 900 metri.
- Nome e categoria giusti
- Orari aggiornati, anche i festivi
- Telefono e indirizzo
- Recensioni vere
L’assistente non mostra dieci risultati: ne legge uno o due, presi dalla scheda dell’attività sulle mappe. Se la scheda non c’è, o dice che sei chiuso, nomina qualcun altro.
Esempio disegnato: la risposta vera dipende da dove ti trovi e da cosa c’è scritto sulle mappe in quel momento.
Cosa cambia quando si chiede a voce
Quando scriviamo, risparmiamo parole: «idraulico Trento». Quando parliamo, facciamo domande intere: «chi mi ripara la caldaia oggi pomeriggio?», «c’è una farmacia aperta qui vicino?», «quanto costa rifare l’impianto elettrico di un appartamento?».
Tre cose cambiano rispetto alla ricerca scritta:
- Le frasi sono più lunghe e contengono il contesto: dove, quando, per chi.
- Il luogo conta di più. «Qui vicino» e «aperto adesso» vogliono dire che l’assistente guarda dove sei e che ora è.
- La risposta è una. Sullo schermo di un computer ci sono dieci risultati e la mappa; a voce l’assistente ne sceglie uno o due e li legge. Essere il terzo, qui, vuol dire non esserci.
Da dove prendono le risposte
Per le domande su luoghi e attività, gli assistenti non inventano niente: leggono le schede delle attività sulle mappe. L’Assistente Google, e Gemini sui telefoni Android, usano le schede di Google Maps, cioè il Profilo dell’attività su Google. Siri, sugli iPhone, usa Apple Mappe.
Per le domande che non riguardano un luogo, come «come si sblocca una caldaia», leggono le pagine dei siti, e scelgono quelle che rispondono in modo chiaro e verificabile. È lo stesso meccanismo delle intelligenze artificiali come ChatGPT, che raccontiamo in Farsi trovare dalle AI.
La scheda su Apple Mappe, quella che quasi nessuno compila
Quasi tutte le attività sanno di avere una scheda su Google. Molte meno sanno che spesso ne hanno una anche su Apple Mappe, nata da dati raccolti da altre fonti, a volte con orari vecchi o con il telefono sbagliato. È quella che Siri legge a chi ha un iPhone.
Si sistema con Apple Business Connect, che Apple ha presentato l’11 gennaio 2023 come strumento gratuito: le informazioni che inserisci compaiono in Mappe, in Siri e in altre app di Apple. Si entra da businessconnect.apple.com con un ID Apple, si cerca la propria attività, si dimostra che è tua e si completa:
- nome esatto e categoria principale;
- indirizzo, telefono e sito;
- orari, compresi quelli dei festivi e delle chiusure;
- foto vere del posto e del lavoro;
- i pulsanti per chiamare, prenotare o ordinare, se servono.
Una prova da fare subito: apri Mappe su un iPhone e cerca il nome della tua attività. Se non c’è, o se c’è con dati sbagliati, è la prima cosa da sistemare.
La scheda Google, che resta la più importante
Su Google il Profilo dell’attività decide chi compare nella mappa e nelle risposte a voce dell’Assistente. Come si cura, come si chiedono le recensioni e perché le scorciatoie si pagano lo spieghiamo per esteso in SEO locale: come farsi trovare dai clienti della tua città. Per la voce valgono soprattutto due cose: gli orari sempre giusti, perché «aperto adesso» esclude chi risulta chiuso, e la categoria precisa, perché «idraulico» e «impresa edile» rispondono a domande diverse.
Sul sito: rispondere come si parla
Le schede dicono chi sei e dove; il sito dice cosa fai e come. Perché sia utile anche a chi cerca a voce:
- Domande vere, risposte brevi. Una sezione di domande frequenti con le frasi che ti fanno i clienti, e la risposta nella prima riga: «Sì, interveniamo anche il sabato mattina, a Trento e in Valsugana».
- Gli stessi dati dappertutto. Nome, indirizzo, telefono e orari identici sul sito, su Google, su Apple Mappe e sui social. Le differenze confondono le macchine, e fanno perdere fiducia anche alle persone.
- Le etichette per le macchine. I dati strutturati, cioè poche righe di codice invisibili che dicono a Google tipo di attività, indirizzo e orari in un formato che capisce senza interpretare.
- Una pagina che si apre in fretta. Chi ha chiesto a voce di solito ha fretta: se tocca il risultato e la pagina non arriva, chiama il prossimo.
La prova da fare stasera
- Dal tuo telefono, fuori dal negozio o dall’ufficio, chiedi all’assistente il tuo servizio «qui vicino». Ascolta chi nomina.
- Ripeti la domanda con un telefono dell’altro sistema: un iPhone se hai Android, e viceversa.
- Fai la stessa domanda «aperto adesso» fuori dai tuoi orari e dentro: deve cambiare la risposta.
- Apri la tua scheda su Google e su Apple Mappe e controlla, voce per voce, che dicano il vero.
Se qualcosa non torna e non sai da dove cominciare, scrivici: le schede e il sito si sistemano insieme, nello stesso giro.
Domande frequenti
Cos’è la ricerca vocale?
È una ricerca fatta parlando invece che scrivendo: al telefono, all’orologio, all’altoparlante di casa o all’auto. Le domande sono più lunghe e più simili al parlato, e la risposta di solito è una sola, letta ad alta voce.
Serve un sito diverso per le ricerche a voce?
No. Serve lo stesso sito, scritto bene: pagine che rispondono a domande precise nella prima frase, dati dell’attività completi e uguali dappertutto, e le schede sulle mappe compilate.
Apple Business Connect costa qualcosa?
No: Apple lo ha presentato l’11 gennaio 2023 come strumento gratuito. Si entra con un ID Apple su businessconnect.apple.com, si rivendica la scheda dell’attività e la si completa.
Perché Siri suggerisce un concorrente e non me?
Quasi sempre perché la sua scheda sulle mappe è più completa o più vicina, ha orari giusti per quel momento o più recensioni. La prima cosa da fare è controllare che la tua esista e dica il vero.
Le recensioni contano anche per la ricerca a voce?
Sì: le risposte che gli assistenti leggono vengono dalle stesse schede che mostrano le recensioni, e chi chiede «il migliore» o «il più vicino» riceve risultati scelti anche su quelle. Le recensioni devono essere vere: comprarle o inventarle è vietato.