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Cosa scrivono i tuoi clienti su Google.

Farsi trovare12 ottobre 2026Lettura 6 min

Una pagina si fa trovare se usa le parole che le persone scrivono su Google. Il guaio è che spesso non sono le parole del mestiere: tu dici «impianto termoidraulico», il cliente scrive «caldaia non parte». Per scoprire quelle giuste non servono abbonamenti: bastano cinque strumenti gratuiti e un’ora di lavoro.

Google ti dice cosa cercano, mentre scrivi.

  • caldaia non parte cosa fare
  • caldaia non parte spia rossa
  • caldaia non parte dopo un blackout
  • caldaia non parte acqua calda
  • caldaia non parte trento

Cinque frasi, cinque persone diverse. Quattro vogliono capire cosa succede e magari risolvere da sole; l’ultima cerca qualcuno da chiamare, in zona. E nessuna ha scritto «impianto termoidraulico».

Suggerimenti disegnati come esempio, non copiati da Google: i tuoi li vedi scrivendo l’inizio di una ricerca in una finestra in incognito.

Le parole del mestiere e quelle dei clienti

Chi lavora in un settore usa le parole del settore. È normale: sono più precise. Ma chi ha bisogno di te scrive su Google il problema, così come lo vive, e a volte la soluzione che immagina.

Come lo chiami tuCome lo cerca il cliente
Impianto termoidraulicocaldaia non parte, termosifoni freddi
Odontoiatria d’urgenzamal di denti di notte, dentista aperto domenica
Consulenza fiscale per start-upaprire partita iva forfettaria, quanto costa un commercialista
Riqualificazione di interniristrutturare bagno piccolo, rifare la cucina prezzo

Se il tuo sito parla solo la lingua di sinistra, Google fa più fatica a capire che rispondi alle domande di destra. E chi legge, arrivato sulla pagina, non si ritrova.

Cinque strumenti gratuiti

  1. I suggerimenti di Google

    Scrivi l’inizio di una ricerca e guarda come Google la completa: sono ricerche che le persone fanno davvero. Fallo in una finestra in incognito, e prova anche dal telefono.

  2. «Le persone hanno chiesto anche»

    Il riquadro di domande che compare fra i risultati. Ogni domanda che apri ne fa comparire altre: è un elenco pronto di cose a cui rispondere.

  3. Google Trends

    Su trends.google.com confronti due parole, vedi in che mesi si cercano di più e in quali regioni. Utile per le stagioni e per scegliere fra due modi di dire la stessa cosa.

  4. Il Pianificatore di parole chiave

    Dentro Google Ads, anche senza campagne attive: mostra quante volte al mese si cerca una frase, più o meno, e ne suggerisce di simili.

  5. Search Console

    Se hai già un sito, è la fonte migliore: il rapporto «Prestazioni» elenca le ricerche con cui le tue pagine sono comparse davvero, e quanti clic hanno avuto.

  6. I messaggi dei clienti

    Il sesto è gratis e non sta su Google: le email, i WhatsApp, le domande al telefono. Le parole che usano lì sono quelle che usano anche quando cercano.

Come si sceglie: l’intenzione prima del volume

Dietro ogni ricerca c’è un’intenzione. Chi scrive «caldaia non parte cosa fare» vuole capire, e forse risolvere da solo; chi scrive «idraulico urgente Trento» vuole chiamare qualcuno adesso. La seconda ricerca si fa meno spesso, ma per un idraulico di Trento vale molto di più.

Le intenzioni, di solito, sono tre:

  • Capire: «come funziona», «perché», «cosa fare se». Si risponde con un articolo che spiega bene, come questo.
  • Confrontare: «quanto costa», «meglio questo o quello», «recensioni». Si risponde con pagine che danno numeri e differenze chiare.
  • Fare: il servizio e la zona, «prenota», «preventivo», «vicino a me». Si risponde con la pagina del servizio e un modo veloce per contattarti.

Le ricerche lunghe, quelle che si dimenticano

«Ristrutturazione bagno» la cercano in tanti, e in tanti si contendono quella ricerca. «Ristrutturare bagno piccolo con doccia Trento» la cercano in pochi, ma chi la scrive sa già cosa vuole. Prese una per una, le ricerche lunghe sono piccole; messe insieme sono spesso la parte più grande, e la meno affollata.

Si trovano proprio con gli strumenti qui sopra: i suggerimenti di Google e le domande del riquadro sono quasi sempre ricerche lunghe.

Dalla lista alle pagine

Una lista di parole non serve a niente finché non diventa pagine. La regola che usiamo:

  1. Raggruppa per intenzione. Le frasi che vogliono la stessa risposta vanno insieme, anche se sono scritte in modo diverso.
  2. Una pagina per gruppo. Ogni servizio la sua, come spieghiamo in Ti cercano per il servizio, non per il nome. Due pagine che rispondono alla stessa ricerca si tolgono posizioni a vicenda.
  3. Le parole del cliente nei punti che contano. Il titolo della pagina, il titolo grande, la prima frase. Senza ripeterle dieci volte: Google capisce i sinonimi, e chi legge si stanca.
  4. Le domande del riquadro diventano domande frequenti, in fondo alla pagina o in un articolo, con la risposta nella prima frase.

A voce e alle intelligenze artificiali: frasi intere

Quando si cerca parlando al telefono, o si chiede a ChatGPT, non si scrivono tre parole: si fa una domanda intera, «chi mi ripara la caldaia oggi a Trento?». Le pagine che rispondono a domande scritte così, in modo chiaro, funzionano anche lì. Ne parliamo in Farsi trovare quando ti cercano a voce e in Farsi trovare dalle AI.

Un’ora di lavoro, da fare oggi

  1. Scrivi su un foglio i tre servizi che ti portano più lavoro.
  2. Per ognuno, scrivi su Google l’inizio della ricerca, con e senza la tua città, e annota i suggerimenti.
  3. Apri il riquadro «Le persone hanno chiesto anche» e copia le domande.
  4. Rileggi gli ultimi venti messaggi dei clienti e segna le parole che tornano.
  5. Per ogni servizio, controlla se il tuo sito ha una pagina che risponde a quelle frasi. Dove non c’è, sai cosa scrivere.

Se vuoi, la lista la guardiamo insieme: è il primo passo di ogni sito che costruiamo.

Domande frequenti

Cos’è una parola chiave?

È la frase che una persona scrive su Google, o dice al telefono, quando cerca qualcosa. Può essere una parola sola, ma di solito sono tre, quattro o più parole, come «ristrutturare bagno piccolo Trento».

Il Pianificatore di parole chiave di Google è gratuito?

Sì, ma si usa da dentro un account Google Ads. L’account si può aprire senza avviare campagne; per chi non spende in pubblicità i volumi di ricerca sono mostrati spesso per fasce, per esempio da 100 a 1.000 al mese, invece che con il numero preciso.

Conviene puntare sulle ricerche con più volume?

Non sempre. Le ricerche molto generiche hanno tanto volume e tanta concorrenza, ma spesso chi le fa non è pronto a comprare. Per un’attività locale valgono di più le ricerche precise, con il servizio e la zona, anche se sono poche.

Quante parole chiave per ogni pagina?

Una sola intenzione per pagina, con le sue varianti. «Riparazione caldaia» e «caldaia non parte» possono stare nella stessa pagina; «riparazione caldaia» e «installazione condizionatore» no.

Ogni quanto va rifatta la ricerca?

Una volta all’anno per le parole nuove e le stagioni, e ogni mese uno sguardo a Search Console, che mostra le ricerche con cui il sito è comparso davvero.

Parliamone davanti a un progetto vero.

Un primo confronto è gratuito e senza impegno: capiamo cosa ti serve e ti prepariamo un preventivo su misura.