Appunti di studio

Perché il tuo sito è lento (e perché dal tuo telefono non te ne accorgi)

Siti & piattaformeSettembre 2026Lettura 8 min

Quasi tutti gli imprenditori con cui parliamo sono convinti che il proprio sito sia veloce. Lo aprono dal telefono, si apre subito, questione chiusa. Il problema è che quella prova è truccata — e non per colpa loro.

Un sito lento è un sito chiuso

Non è una metafora. Chi cerca un servizio e apre il tuo sito non sta facendo un favore a nessuno: sta risolvendo un problema, e ha altre sei schede aperte. Se la pagina non si apre, torna indietro sui risultati di Google e clicca sul sito successivo. Il tuo concorrente non ha fatto niente di meglio: ha solo aperto prima.

Il punto scomodo è che questo non lascia tracce. Nessuno ti scrive per dirti «ho provato ad aprire il tuo sito ma ci metteva troppo». Vedi solo che il telefono suona meno di quanto ti aspettavi, e dai la colpa al periodo.

Vodafone l'ha misurato, e il numero c'è

Nel 2021 Vodafone ha fatto la prova seria. Ha pubblicato la stessa pagina in due versioni — identiche a vedersi, diverse solo in come erano costruite sotto — e ha mandato metà dei visitatori all'una e metà all'altra. Circa centomila clic al giorno per ciascuna versione.

La versione più veloce del 31% ha venduto l'8% in più. Nello stesso esperimento il rapporto fra contatti e visite è migliorato del 15%, e quello fra carrelli e visite dell'11%.

Il caso è pubblicato da Google sul sito del team Chrome, web.dev/case-studies/vodafone. È un'azienda sola e una pagina sola, quindi non è una legge universale: è però un esperimento vero, con il traffico diviso a metà, e non una statistica citata di seconda mano.

Perché tanti siti sono lenti: la pila di plugin

A settembre 2026 il 40,2% di tutti i siti del mondo gira su WordPress — quasi il 59% fra quelli che usano un sistema di gestione dei contenuti. Il dato è di W3Techs, che lo aggiorna ogni giorno.

WordPress di per sé non è il problema. Il problema è come viene montato: un plugin per le foto, uno per le statistiche, uno per il banner dei cookie, uno per il modulo di contatto, uno per la galleria. Ognuno porta il suo codice, i suoi fogli di stile, le sue librerie. E il telefono di chi ti sta cercando se li deve scaricare tutti prima di riuscire a mostrare la pagina.

Nessuno di questi pezzi è pesante da solo. È la somma che chiude la porta.

Il tuo telefono ti sta imbrogliando

Qui arriva l'errore che fanno quasi tutti, ed è il motivo per cui tanti imprenditori sono convinti che il proprio sito vada benissimo.

Apri il tuo sito dal tuo telefono. Si apre subito. Concludi che è veloce.

Ma tu su quel sito ci sei già stato, magari decine di volte. Il telefono se l'è tenuto da parte: è quello che si chiama cache, la memoria dove restano i siti già visitati. Quando lo riapri non lo riscarica, te lo rimostra.

È come nei vecchi programmi di cucina in televisione: dicevano «cottura, due ore», e intanto tiravano fuori da sotto il bancone la torta già pronta. Il tuo telefono sta truccando il gioco nello stesso modo, per illuderti. Solo che questo succede sul tuo telefono — non su quello del cliente che ti trova oggi per la prima volta.

Come misurare davvero la velocità del tuo sito

C'è un modo semplice e non costa niente: fallo aprire dal telefono di un amico che su quel sito non c'è mai entrato prima d'ora. Quella che vedi è la velocità reale, quella che vede un cliente nuovo.

Meglio ancora se lo fai fuori città, con la rete che arranca. Perché è lì che il tuo cliente ti cerca davvero: in macchina, in cantiere, in sala d'attesa — non seduto alla scrivania con la fibra.

Se vuoi un numero invece di un'impressione, Google mette a disposizione PageSpeed Insights, gratuito: si incolla l'indirizzo e restituisce le misure reali raccolte dai visitatori veri.

Quanto veloce è «veloce»

Un metro ufficiale esiste. Google considera buona una pagina in cui la parte principale compare entro 2,5 secondi sul telefono. È la soglia della metrica che chiamano LCP, e vale per tre caricamenti su quattro: non basta che sia veloce qualche volta.

Due secondi e mezzo sembrano pochi. Provate a contarli ad alta voce guardando uno schermo bianco: sembrano molti di più.

Sì, anche Google se ne accorge

Nella propria documentazione Google scrive che questi indicatori «sono usati dai nostri sistemi di posizionamento». Quindi la velocità conta per farsi trovare, non solo per farsi leggere.

Attenzione però a non raccontarsela: la stessa pagina di Google dice anche che la ricerca cerca sempre di mostrare il contenuto più pertinente, anche se l'esperienza di pagina è scadente. Tradotto: la velocità non ti fa superare chi risponde meglio alla domanda. Conta quando due pagine rispondono ugualmente bene — ed è esattamente la situazione in cui si trovano quasi tutte le imprese locali rispetto ai loro concorrenti.

Cosa si fa, in pratica: un caso

Un sito che abbiamo alleggerito pesava, all'apertura, oltre tre megabyte. Bello, pieno di fotografie vere, e lentissimo da telefono fuori città. Abbiamo fatto quattro cose, senza togliere una sola foto.

Uno. Riscritto da zero in HTML, senza l'impianto di WordPress e senza plugin di terzi.

Due. Ricompresse tutte le immagini, a parità di resa sullo schermo: una foto che sullo schermo si vede identica può pesare un quarto.

Tre. Caricati gli sfondi solo quando entrano in campo, invece che tutti all'apertura. Se il visitatore non scorre fino in fondo, quelle immagini non vengono nemmeno scaricate.

Quattro. Ridotti i caratteri tipografici a quelli davvero usati, serviti dal sito stesso invece che da un server esterno.

Risultato: 241 kilobyte. Stesse foto, stesso sito, tredici volte più leggero. Misurato, non stimato. Per dare un'idea: una singola fotografia scattata col telefono, così com'è, pesa più di tutta quella pagina.

Domande frequenti

Quanto deve essere veloce un sito web?

Google considera buona una pagina in cui la parte principale compare entro 2,5 secondi sul telefono, misurato su tre caricamenti su quattro. Sopra i tre secondi si entra nel territorio in cui le persone cominciano a tornare indietro.

Come faccio a misurare la velocità del mio sito?

Il modo più onesto è farlo aprire dal telefono di qualcuno che su quel sito non è mai entrato: dal tuo telefono il sito è già memorizzato nella cache e si apre più in fretta di quanto farebbe per un cliente nuovo. Per avere un numero si può usare PageSpeed Insights di Google, che è gratuito.

Perché dal mio telefono il sito si apre subito e dagli altri no?

Perché il tuo telefono conserva i siti già visitati in una memoria locale chiamata cache: quando riapri il sito non lo riscarica, te lo rimostra. Chi arriva per la prima volta deve invece scaricare tutto, ed è la sua esperienza quella che conta.

WordPress rende il sito lento?

Non di per sé. Il peso arriva quasi sempre dal modo in cui viene montato: molti plugin di terzi, ognuno con il proprio codice e i propri fogli di stile, che il telefono deve scaricare prima di mostrare la pagina. Un sito scritto a mano evita alla radice quel carico.

Un sito lento viene penalizzato da Google?

Google dichiara che questi indicatori sono usati dai suoi sistemi di posizionamento, ma precisa anche che continua a mostrare il contenuto più pertinente anche quando l'esperienza di pagina è scadente. In pratica la velocità pesa quando due pagine rispondono ugualmente bene alla stessa domanda.

Si può alleggerire un sito senza togliere le fotografie?

Sì, ed è quasi sempre così che si fa: si ricomprimono le immagini a parità di resa sullo schermo, si caricano gli sfondi solo quando entrano in campo e si riducono i caratteri tipografici a quelli davvero usati. In un caso reale questo ha portato una pagina da oltre tre megabyte a 241 kilobyte senza rimuovere una sola foto.

Parliamone davanti a un progetto vero.

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