Per vendere online ci sono tre strade. Si può vendere su un marketplace come Amazon, che porta i clienti e trattiene una commissione su ogni vendita. Si può affittare un negozio pronto da una piattaforma come Shopify, con un canone al mese. Oppure si può avere un negozio tutto proprio, su WooCommerce o costruito su misura. Ognuna cambia quanto ti resta in tasca, di chi sono i clienti e quanto lavoro c’è da fare. E per tutte valgono le stesse regole verso i consumatori.
Quanto lasci al canale in un anno.
Venduto in un anno28.800 €
Commissioni sulle vendite4.320 €
cioè 15,00 € ogni 100 € venduti
Restano fuoriil canone di 39 € + IVA al mese
Il 15% è una commissione frequente su Amazon, che per la maggior parte delle categorie va dall’8% al 15%; il 2% è quello di Shopify Basic quando si usa un pagamento esterno; la carta è calcolata come su Stripe, 1,5% + 0,25 € per le carte europee standard. Prezzi letti il 12 ottobre 2026 sulle pagine ufficiali. Restano fuori anche spedizioni, app e il costo di costruire e tenere in vita il negozio.
Le tre strade
Il marketplace
Amazon, eBay, Etsy e gli altri hanno i clienti e la loro fiducia. Su Amazon.it il piano Professionale costa 39 € + IVA al mese, e su ogni vendita si paga una commissione che per la maggior parte delle categorie sta fra l’8% e il 15%, con eccezioni sopra e sotto. In cambio si arriva subito a chi sta già comprando, e si può affidare anche la spedizione.
Oltre alla commissione c’è un altro costo: i clienti restano del marketplace. Non puoi scrivergli per proporre altro, e il tuo prodotto sta accanto a quello dei concorrenti, spesso nella stessa pagina, ordinato per prezzo.
La piattaforma in affitto
Shopify è la più conosciuta: si sceglie un tema, si caricano i prodotti, e il negozio è online in pochi giorni. In Italia il piano Basic costa 27 € al mese, o 19 € al mese pagando l’anno; se si usa un pagamento diverso da quello della piattaforma, su ogni vendita si aggiunge il 2%. Poi ci sono le app, molte con un canone proprio, per le funzioni che il piano non ha.
È una buona strada per partire in fretta e con poco. I limiti arrivano quando il negozio cresce: canoni che si sommano, funzioni che si possono avere solo come la piattaforma le ha pensate, e un negozio che vive dentro la piattaforma.
Il negozio tuo
WooCommerce è un’estensione gratuita di WordPress: il negozio sta sul tuo sito, ma si portano con sé gli aggiornamenti e la sicurezza di WordPress, di cui parliamo in WordPress o sito su misura? Ci sono anche PrestaShop, nato in Francia, e Magento, oggi Adobe Commerce, pensato per negozi grandi.
Un negozio costruito su misura è la strada più cara all’inizio, e quella che ti lascia più margine e più libertà dopo: nessuna commissione della piattaforma, solo quella del pagamento con carta; i clienti e i loro dati restano tuoi; il negozio fa quello che serve a te, anche cose particolari come listini diversi per i rivenditori, prodotti configurabili, il collegamento con il magazzino o con il gestionale.
Prima di scegliere, cinque domande
- Quanti prodotti, e quanto cambiano? Dieci prodotti fissi e mille articoli con varianti sono due negozi diversi.
- Quanti ordini al mese, oggi e fra due anni? Le commissioni percentuali pesano di più man mano che vendi.
- Chi spedisce e gestisce i resi? Tu, un corriere, il marketplace?
- Deve parlare con altri programmi? Magazzino, fatturazione, gestionale: ogni collegamento è un lavoro da prevedere.
- Come ti troveranno i clienti? Google, i social, i clienti che hai già. Un negozio senza visite non vende, su qualunque piattaforma.
Le regole che valgono ovunque vendi
- Le informazioni prima dell’acquisto. Il Codice del consumo, il decreto legislativo 206 del 2005, chiede di dire chiaramente chi vende, il prezzo totale con tasse e spese, i tempi di consegna, come si paga, il diritto di recesso e la garanzia.
- Il recesso. I consumatori hanno 14 giorni per ripensarci, senza spiegazioni, salvo le eccezioni previste, come i prodotti fatti su misura o deperibili, da indicare prima.
- La garanzia legale di conformità, di due anni per i beni venduti ai consumatori.
- La sicurezza dei prodotti. Dal 13 dicembre 2024 il regolamento europeo 2023/988 chiede che ogni offerta online indichi anche il fabbricante, con un indirizzo postale ed elettronico, i dati per identificare il prodotto e le avvertenze di sicurezza.
- L’accessibilità. Dal 28 giugno 2025 i negozi online verso i consumatori devono essere accessibili, salvo le microimprese: lo spieghiamo in Sito accessibile.
- Una cosa in meno. Dal 20 luglio 2025 non va più messo il collegamento alla piattaforma europea per le controversie online, che ha chiuso.
Un orientamento, non una consulenza. Le condizioni di vendita di un negozio vanno scritte sul negozio vero, con un legale se i prodotti hanno regole particolari.
I pagamenti
Qualunque strada scegli, servono pagamenti che la gente usa: carta, PayPal, Apple Pay e Google Pay, e in Italia anche Satispay; per gli importi più alti, il pagamento in tre rate di Klarna. I servizi come Stripe li mettono insieme in una sola pagina di pagamento sicura, con la verifica in due passaggi che le banche europee chiedono per i pagamenti online. Sul nostro sito, per esempio, si possono comprare alcuni servizi con carta, Klarna, PayPal, Satispay o Apple Pay, su una pagina di pagamento di Stripe.
Cosa facciamo noi
Costruiamo negozi e piattaforme di vendita su misura: nel listino gli e-commerce, le web app e i gestionali partono da 16.000 € + IVA, con il preventivo definitivo scritto prima di cominciare. Un esempio della stessa famiglia è Castello Livings Trento: un sito di prenotazione diretta con il pagamento online e il calendario sincronizzato con Airbnb e Booking, dove ogni prenotazione diretta evita la commissione delle piattaforme.
Se stai cominciando con pochi prodotti, a volte ti diremo di partire da un marketplace o da una piattaforma in affitto, e di passare al negozio tuo quando i numeri lo giustificano.
Domande frequenti
Quanto costa aprire un e-commerce?
Su un marketplace si parte quasi da zero, ma si paga su ogni vendita. Su una piattaforma in affitto si parte con un canone di qualche decina di euro al mese, più temi e app. Un negozio su misura costa di più all’inizio: nel nostro listino gli e-commerce partono da 16.000 € + IVA.
Meglio Amazon o il mio sito?
Spesso tutte e due. Il marketplace porta clienti che non ti conoscono, il tuo sito tiene quelli che tornano e ti lascia più margine. Molti cominciano dal marketplace e spostano poi sul proprio negozio i clienti affezionati.
Devo accettare i resi?
Chi vende online ai consumatori deve riconoscere il diritto di recesso: 14 giorni per ripensarci, senza dare spiegazioni, come prevede il Codice del consumo. Ci sono eccezioni, per esempio i prodotti fatti su misura o quelli deperibili, ma vanno indicate chiaramente prima dell’acquisto.
Serve ancora il link alla piattaforma europea per le controversie?
No. La piattaforma europea per la risoluzione online delle controversie ha chiuso il 20 luglio 2025, con il regolamento europeo 2024/3228, e da quella data il collegamento non va più messo sul sito.
Shopify è italiano?
No, è un’azienda canadese. Ha prezzi in euro e l’interfaccia in italiano; i piani, le commissioni e le app vanno letti sulla sua pagina dei prezzi, perché cambiano.