Un sito è un insieme di file e di programmi che devono stare su un computer sempre acceso e sempre collegato a internet: il server. L’hosting è l’affitto di quel posto. Sembra un dettaglio tecnico, ma decide quanto in fretta si apre il sito, quanto è protetto, e cosa succede il giorno in cui qualcosa si rompe.
Dominio, hosting e posta: tre cose diverse
Si comprano spesso insieme, e per questo si confondono.
- Il dominio è l’indirizzo: nexoratlab.com, iltuonome.it. Si registra presso un registrar e si rinnova ogni anno.
- L’hosting è la casa del sito: i server dove stanno le pagine, le foto, i programmi. Il dominio indica dove si trova.
- La posta è la casella delle email con il tuo dominio. Può stare dallo stesso fornitore dell’hosting o da un altro, e spesso conviene tenerla separata: se cambi casa al sito, le email non si toccano.
Saperlo serve il giorno in cui vuoi cambiare qualcosa: si può spostare il sito senza toccare la posta, e il contrario.
Le quattro famiglie
Quattro modi di ospitare un sito.
- Com’è
- Il sito sta su un server insieme a centinaia di altri, e ne divide le risorse. Come un condominio.
- Cosa fai tu
- Il fornitore cura il server; il sito, per esempio WordPress con i suoi plugin, lo aggiorni tu o chi te lo segue.
- Per chi va bene
- Siti piccoli, con poche visite e un budget minimo.
- Attenzione
- Se un vicino consuma troppo, rallenti anche tu. E spesso il prezzo del primo anno è in promozione.
- Com’è
- Un server virtuale tutto tuo, con una parte garantita di memoria e di potenza. Come una casa indipendente.
- Cosa fai tu
- Quasi tutto: il sistema, gli aggiornamenti di sicurezza, la configurazione. Oppure lo paghi «gestito», e lo fa il fornitore.
- Per chi va bene
- Siti con molto traffico o programmi particolari, con un tecnico che lo segue.
- Attenzione
- Un server privato non aggiornato è una porta aperta: qualcuno deve occuparsene, sempre.
- Com’è
- Risorse che crescono e calano quando serve, dai grandi fornitori di infrastruttura. Si paga a consumo.
- Cosa fai tu
- Progetti come le parti stanno insieme, e tieni d’occhio i costi, che seguono l’uso.
- Per chi va bene
- Piattaforme, applicazioni e negozi online con carichi che cambiano molto.
- Attenzione
- È potente e complicato: senza qualcuno che lo conosce, i conti a fine mese possono sorprendere.
- Com’è
- Il sito è copiato su una rete di server in tutto il mondo, e risponde quello più vicino a chi lo apre.
- Cosa fai tu
- Nessun server da aggiornare: il sito è fatto di file e di piccole funzioni, e la rete li distribuisce.
- Per chi va bene
- Siti che devono essere veloci ovunque, e reggere picchi di visite improvvisi.
- Attenzione
- Il sito va costruito per questo: un WordPress tradizionale non ci gira così com’è.
Le quattro famiglie a grandi linee: dentro ognuna ci sono offerte molto diverse, e alcune mescolano le caratteristiche.
Come funziona una rete edge, e perché un sito che risponde da vicino è più veloce, lo raccontiamo in Come lavoriamo.
Cosa guardare prima di scegliere
- Chi aggiorna cosa. Il server, il programma del sito, le estensioni: per ognuno deve esserci un nome. Se la risposta è «nessuno», prima o poi qualcosa si rompe.
- I backup. Ogni quanto, dove vengono tenuti, quanto ci vuole a ripristinarli. Meglio se fuori dal server del sito.
- Dove stanno i server. Per il Regolamento europeo sulla privacy un fornitore nell’Unione, o con le garanzie previste per i trasferimenti, semplifica l’informativa.
- La sicurezza compresa. https incluso e automatico, protezione dagli attacchi, intestazioni di sicurezza: si controllano con i test di Il tuo sito è sicuro?
- L’assistenza. Chi risponde, in che lingua, in quanto tempo, e se risponde anche la domenica in cui il sito non si apre.
- Il prezzo del rinnovo, non solo quello del primo anno, e cosa costa andarsene: se puoi portare via il sito con una copia completa.
L’hosting e la velocità
Una parte della velocità di un sito dipende dalle pagine: il peso delle foto, il codice, le estensioni. Un’altra parte dipende dall’hosting: quanto ci mette il server a rispondere, e quanto è lontano da chi apre il sito. Un server lento, o un condiviso affollato, fa aspettare prima ancora che la pagina cominci ad arrivare. Come si misura lo spieghiamo in Perché il tuo sito è lento.
Chi fa cosa, nel quotidiano
La confusione più comune: si paga un hosting e si pensa che il fornitore si occupi del sito. Con un hosting condiviso il fornitore tiene in piedi il server, ma il sito è tuo: se è un WordPress, gli aggiornamenti di WordPress, del tema e delle estensioni restano da fare. Con un server privato, se non è gestito, resta da fare anche il server. Prima di firmare, chiedi per iscritto chi fa gli aggiornamenti, chi fa i backup e chi interviene se il sito viene violato.
Come facciamo noi
I siti che costruiamo sono scritti da noi e pubblicati sulla rete edge di Cloudflare: si aprono in fretta in tutta Italia e anche all’estero, e non c’è un server da aggiornare né un WordPress da tenere al passo. Il canone di server e assistenza è 300 € + IVA all’anno e comprende l’infrastruttura, i backup, gli aggiornamenti di sicurezza, il monitoraggio e le modifiche ai contenuti esistenti; ogni dominio costa 14 € + IVA all’anno. Lo trovi scritto anche nella pagina della promo rottamazione.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra dominio e hosting?
Il dominio è l’indirizzo, come nexoratlab.com: si registra e si rinnova ogni anno. L’hosting è il posto dove stanno i file del sito, quello a cui l’indirizzo porta. Si possono prendere dallo stesso fornitore o da due diversi.
Un hosting gratuito va bene per un’attività?
Quasi mai. Spesso mette pubblicità o il suo nome nell’indirizzo, ha limiti stretti e nessuna garanzia su backup e assistenza. Per un’attività che vuole farsi trovare e farsi pagare, il risparmio non vale il rischio.
Posso cambiare hosting senza perdere il sito?
Sì, se hai una copia completa del sito e l’accesso al dominio. Si prepara il sito sul nuovo hosting, si prova, e poi si cambia la direzione del dominio. Fatto bene, chi visita non se ne accorge.
Dove devono stare i server per il GDPR?
Il Regolamento europeo non obbliga a tenerli in Europa, ma i trasferimenti fuori dall’Unione hanno regole in più. Un fornitore con server nell’Unione, o che rispetta le garanzie previste, semplifica l’informativa e i contratti.
Quanto costa un hosting?
Da pochi euro al mese per un condiviso a centinaia per un server gestito o un’infrastruttura cloud. Più del prezzo conta cosa è compreso: aggiornamenti, backup, protezione, assistenza. Da noi il canone di server e assistenza è 300 € + IVA all’anno.