Chi scrive su Google il nome della tua azienda ti conosce già. I clienti nuovi scrivono un’altra cosa: il servizio che gli serve e il posto dove gli serve. «Pulizie per case vacanze a Trento». Se quel servizio non ha una pagina sua, con il servizio e la città nel titolo, per quella ricerca il tuo sito non esiste.
Com’è fatta una pagina di servizio.
- Il titolo dice il servizio e la città: le parole che la gente scrive.
- Il prezzo di partenza, subito: si capisce in un attimo se è alla portata.
- I pulsanti per chiamare e chiedere il preventivo, in alto.
- Cosa comprende, detto in chiaro.
- Dove: le zone coperte, scritte.
- Le domande frequenti, e le etichette che leggono le macchine.
La pagina vera è su ocean-group.it: qui è ridisegnata in piccolo, con i suoi testi, per vedere i pezzi uno alla volta.
Due ricerche, due persone diverse
Ocean Group gestisce immobili per conto terzi e, all’interno della società, offre anche servizi di pulizia e di noleggio della biancheria. Chi scrive «Ocean Group» su Google l’azienda la conosce già: ha sentito il nome, ha un biglietto da visita, magari è un cliente che torna. La troverebbe comunque.
Chi scrive «pulizie per case vacanze a Trento» no. Ha un appartamento che lavora con gli ospiti, sabato ha un cambio e nessuno che lo faccia. Non sa come si chiama l’azienda giusta: sa cosa gli serve e dove. È esattamente il cliente che un sito dovrebbe portare, ed è quello che la home page di un’azienda non intercetta quasi mai.
Chi ti conosce già
Ocean Group
Ha sentito il nome, ha un biglietto da visita, ti ha già chiamato. Ti trova comunque.
Il cliente nuovo
pulizie per case vacanze a Trento
Non sa il tuo nome: sa cosa gli serve e dove. La pagina di servizio è scritta per lui.
È lo stesso ragionamento dell’idraulico che deve farsi trovare da chi cerca «idraulico Trento», e non da chi conosce già il suo nome: l’abbiamo raccontato in Cos’è la SEO, spiegata semplice. Qui lo applichiamo a un’azienda che lavora in più province.
Perché la home page non basta
La home page deve parlare di tutto: chi sei, cosa fai, dove, perché fidarsi. Proprio per questo non può rispondere bene a una ricerca precisa. Quando qualcuno scrive «pulizie per case vacanze a Trento», Google cerca la pagina che risponde meglio a quella domanda, non l’azienda più simpatica. Se la tua risposta è una riga in mezzo alla home, perde contro qualunque pagina che parli solo di quello.
Una pagina di servizio fa una cosa sola: risponde a una ricerca. Ha un indirizzo suo, un titolo suo, un testo che parla solo di quel servizio in quel posto. È la pagina che Google può mostrare, che puoi mandare per messaggio a chi te lo chiede e che puoi usare in un annuncio.
Cosa ci va dentro
Prendiamo la pagina delle pulizie per le case vacanza a Trento, quella della figura qui sopra. Ogni pezzo risponde a una domanda che chi cerca si fa nei primi dieci secondi.
- Il titolo dice il servizio e la città. «Pulizie per case vacanze a Trento · biancheria inclusa»: sono le parole che la gente scrive, nello stesso ordine.
- Il prezzo di partenza, subito. «Cambio ospite completo da 70 € + IVA», in base alla dimensione della casa, con il preventivo prima di cominciare. Chi cerca vuole capire in un attimo se è alla sua portata.
- I pulsanti per contattarti, in alto. «Chiama ora» e «Chiedi il preventivo» stanno nella prima schermata, non solo in fondo.
- Cosa comprende, detto in chiaro. La biancheria fornita, la pulizia completa a ogni cambio, la sanificazione, l’accoglienza degli ospiti.
- Dove. Tutto il centro storico, ZTL compresa. Il «dove» è metà della ricerca: va scritto, non lasciato intuire.
- Le domande frequenti, e le etichette per le macchine. Nel codice la pagina dice a Google che è un servizio, chi lo offre e dove: si chiamano dati strutturati, ed è un modo standard di scrivere le informazioni perché i programmi le leggano senza doverle indovinare.
Una pagina per servizio, non una per paese
La tentazione, a questo punto, è fare cinquanta pagine uguali cambiando solo il nome del paese. Google le conosce bene: nelle sue regole contro lo spam le chiama pagine doorway, create solo per intercettare ricerche simili e portare tutti nello stesso posto.
La regola sana è un’altra. Una pagina per ogni servizio che vendi a chi non ti conosce; una pagina per un luogo solo quando in quel luogo hai davvero qualcosa di diverso da dire. Un’azienda che lavora in più province lo scrive nella pagina, insieme alle zone che copre.
Il metro: le chiamate, non i complimenti
Un sito così non si giudica da quanto è bello. Si giudica da quante chiamate e quanti messaggi di clienti nuovi arrivano da quella pagina. Tutto il resto è arredamento.
Per saperlo non servono strumenti che seguono le persone da un sito all’altro. Basta contare i clic sui pulsanti di contatto, pagina per pagina: chi ha toccato «Chiama», chi ha scritto una email, chi ha aperto WhatsApp. Sul sito di Ocean lo fa un piccolo contatore scritto da noi, senza cookie e senza dati personali: registra la pagina e il tipo di contatto, nient’altro.
Come si conta un contatto, senza cookie.
- Chiamatapagina: pulizie-case-vacanza-trento
- Emailpagina: pulizie-case-vacanza-trento
Niente cookie, niente nomi, niente indirizzi: solo la pagina e il tipo di contatto.
Esempio di funzionamento: le righe del registro sono disegnate per spiegare, non sono dati veri.
Con quei numeri in mano le decisioni diventano semplici: la pagina che porta chiamate si cura e si allarga, quella che non ne porta si riscrive.
Quanto ci vuole
Una pagina nuova non lavora il giorno dopo. Google deve prima trovarla e leggerla, poi archiviarla, poi confrontarla con le altre che rispondono alla stessa ricerca: sono settimane, a volte mesi. Per questo conviene farla bene subito, e contare i contatti fin dal primo giorno.
La buona notizia è che sulle ricerche locali la fila è spesso più corta di quanto sembri: le pagine scritte per rispondere davvero a «servizio più città» sono poche.
Dal carosello su Ocean GroupFatti trovare da chi non ti conosce.
Domande frequenti
Cos’è una pagina di servizio?
È una pagina del sito dedicata a un solo servizio, di solito in un luogo preciso: ha un indirizzo suo, un titolo con il servizio e la città, e un testo che risponde alle domande di chi cerca quel servizio.
Quante pagine di servizio servono?
Una per ogni servizio che vuoi vendere a chi non ti conosce. Pagine per luoghi diversi solo se in quei luoghi hai davvero qualcosa di diverso da dire: altrimenti si scrive nella stessa pagina quali zone copri.
Posso fare una pagina per ogni paese copiando lo stesso testo?
Meglio di no. Google, nelle sue regole contro lo spam, chiama «doorway» le pagine quasi identiche create solo per intercettare ricerche simili: rischi di avere tante pagine che non lavorano.
Come faccio a sapere se una pagina porta clienti?
Contando i contatti che partono da lì: i clic su chiama, email e WhatsApp, pagina per pagina. Si può fare senza cookie e senza raccogliere dati personali.
Serve anche la scheda dell’attività su Google?
Sì, è un pezzo diverso dello stesso lavoro: la scheda aiuta a comparire sulla mappa, la pagina di servizio nei risultati. Ne parliamo nell’articolo sulla SEO locale.




