Una foto vera del tuo lavoro, del tuo negozio o delle persone che ci lavorano convince più di qualunque immagine di repertorio. Due condizioni, però: deve essere tua, o devi avere il diritto di usarla, e deve essere preparata per il web. Così come esce dalla fotocamera, una foto può pesare quanto cento pagine di testo, e far aspettare chi apre il sito dal telefono.
La stessa foto, quattro pesi.
Sullo schermo di un telefono le ultime tre sembrano identiche alla prima. Pesano da 32 a 75 volte meno.
Misurato il 12 ottobre 2026 su una foto vera di un appartamento a Trento, scattata con una fotocamera professionale. Il tempo è solo quello per scaricarla, sulla linea mobile lenta che Lighthouse, lo strumento di Google, usa per le prove da telefono (1,6 Mbit/s). La barra della foto originale corre sette volte più veloce del vero.
Perché le foto vere funzionano
Chi cerca un ristorante vuole vedere i piatti di quel ristorante. Chi cerca un idraulico vuole vedere un lavoro finito, e magari la faccia di chi entrerà in casa. Chi prenota un appartamento vuole sapere com’è la camera vera, non una camera qualunque.
Le foto di repertorio, quelle comprate o scaricate dagli archivi, sono belle ma generiche: la stretta di mano, l’ufficio luminoso, la squadra sorridente. Chi le guarda le riconosce, e a volte le ritrova uguali sul sito di un concorrente. Un’immagine di repertorio può andare per illustrare un concetto; per mostrare il tuo lavoro serve il tuo lavoro. E se il cliente poi trova una cosa diversa da quella che ha visto, la fiducia si perde il primo giorno.
Di chi sono le foto
Una foto pubblicata online non è libera per il fatto di essere online. La legge sul diritto d’autore, la 633 del 1941, protegge anche le fotografie più semplici: per vent’anni dalla loro produzione le «fotografie semplici», per settant’anni dopo la morte dell’autore quelle creative. In pratica:
- Chi scatta, di regola, ha i diritti. Se un fotografo lavora per te, mettete per iscritto dove e come puoi usare le foto: sito, social, stampa, pubblicità.
- Il profilo Instagram non basta. Una foto che compare sul tuo profilo non è per forza tua: i post in collaborazione compaiono su due profili, e la didascalia a volte dice chi l’ha scattata.
- Gli archivi gratuiti hanno una licenza. Alcune permettono l’uso commerciale, altre solo quello editoriale, altre chiedono di citare l’autore. Va letta prima di usare la foto.
- Le filigrane sono un indizio. Se una foto ha il nome di un’agenzia o di un fotografo stampato sopra, non è tua.
Ogni volta che costruiamo un sito, per ogni foto che non hai scattato tu facciamo la stessa domanda: questa è tua? Se la risposta è incerta, la foto non va online finché non è chiarita.
Le persone nelle foto
Per pubblicare il ritratto di una persona riconoscibile serve il suo consenso: lo dice l’articolo 96 della stessa legge. Le eccezioni sono poche, per esempio i personaggi noti o le foto di eventi pubblici, e comunque la pubblicazione non deve danneggiarne la reputazione. Per i minori serve il consenso dei genitori, e nel dubbio conviene evitarli.
Vale anche per i dipendenti e i collaboratori: chiedi, per iscritto, prima di mettere la squadra in prima pagina. E ricorda che chi se ne va può chiederti di togliere la sua foto.
Prepararle per il sito
Una foto della fotocamera è fatta per essere stampata grande. Sul sito si vede al massimo larga quanto lo schermo. Per questo si prepara così:
- La misura giusta. Larga circa il doppio di quanto si vede sullo schermo, per restare nitida anche sugli schermi ad alta densità: di solito fra 1.200 e 2.000 pixel per una foto a tutta larghezza, meno per le foto piccole.
- Il formato moderno. WebP e AVIF, che i browser di oggi leggono tutti, pesano molto meno del JPEG a parità di qualità. Il JPEG resta come riserva.
- Più misure della stessa foto. Il sito sceglie quella adatta allo schermo: il telefono scarica la piccola, il computer la grande.
- Le misure scritte nella pagina. Così il browser lascia lo spazio giusto prima che la foto arrivi, e il testo non salta mentre si legge.
- Il caricamento quando serve. Le foto più in basso si scaricano solo quando ci si arriva vicino; la prima, quella in alto, subito.
Quanto conta il peso lo raccontiamo in Perché il tuo sito è lento: sulla stessa linea lenta, una pagina da 3,2 MB ci mette sedici secondi, una da 241 KB poco più di uno.
Il testo alternativo
Ogni foto che dice qualcosa ha bisogno di una frase che la descriva, il testo alternativo. Lo leggono ad alta voce i programmi che usano le persone cieche, lo mostra il browser se la foto non arriva, e lo usa Google per capire cosa c’è nell’immagine.
Si scrive come lo diresti al telefono a qualcuno che non la vede: «Il bagno ristrutturato, con la doccia a filo pavimento e le piastrelle grigie». Niente elenchi di parole chiave. Le immagini solo decorative hanno il testo alternativo vuoto, così i lettori le saltano.
Quante foto, e quali
- Poche e buone: dieci foto scelte valgono più di cento simili.
- Il posto, il lavoro, le persone, se sono d’accordo: sono le tre cose che il cliente vuole vedere.
- Il prima e il dopo, quando il tuo lavoro trasforma qualcosa.
- Orizzontali per l’apertura del sito, verticali per il telefono e i social.
- Senza scritte sopra: il testo va nella pagina, dove si legge e lo legge anche Google.
Come lavoriamo noi
Le foto le prepariamo noi, in tutte le misure e i formati che servono, con il testo alternativo scritto una per una. Prima di pubblicarle ti chiediamo, per ognuna, se è tua o se hai il permesso di usarla. Se le foto non ci sono te lo diciamo subito: un servizio fotografico è una voce a parte del preventivo, e a volte basta un pomeriggio con un buon telefono e la luce giusta.
Domande frequenti
Posso usare foto trovate su Google?
No: un’immagine che si trova online non è libera per questo. Quasi tutte hanno un autore che ne ha i diritti. Si possono usare solo foto tue, foto per cui hai un permesso o foto di archivi con una licenza che permette l’uso che ne fai.
Le foto fatte con il telefono vanno bene?
Spesso sì, se sono a fuoco, con buona luce e senza filtri pesanti. Un telefono recente fa foto più che sufficienti per un sito; conta di più quello che mostri e come lo inquadri.
In che formato devo mandare le foto a chi fa il sito?
Gli originali, i più grandi che hai, senza ritagli e senza scritte sopra. A ridurle e convertirle ci pensa chi costruisce il sito: da un originale grande si ottengono tutte le misure, da una foto piccola no.
Serve il permesso delle persone che compaiono nelle foto?
Per pubblicare il ritratto di una persona riconoscibile serve il suo consenso, come prevede l’articolo 96 della legge sul diritto d’autore. Le eccezioni sono poche, per esempio i personaggi noti o gli eventi pubblici; per i minori serve il consenso dei genitori.
Le foto rallentano il sito?
Se non sono preparate, sì: sono quasi sempre la parte più pesante della pagina. Ridotte alla misura giusta e salvate in formati moderni come WebP o AVIF, pesano decine di volte meno.